TarZanello
Simo
Rome, Lazio, Italy
Giocatore e recensore bravo quanto bello.
Iperattivo, drogato di pop culture, cinema e videogiochi.

:aa_phoenix: Ti piace scrivere e leggere reviews? Aggiungimi! :aa_edgeworth:
Giocatore e recensore bravo quanto bello.
Iperattivo, drogato di pop culture, cinema e videogiochi.

:aa_phoenix: Ti piace scrivere e leggere reviews? Aggiungimi! :aa_edgeworth:
Currently Offline
Scrivo per giocatori, non per algoritmi
Se cerchi recensioni sincere, profonde e scritte col cuore (e qualche penna consumata), sei nel posto giusto.

Sono un videogamer perché amo:
:fmchocobo: Esplorare mondi fantastici
:slimedqh2: Vivere incredibili storie
:praisesun: Affezionarmi a personaggi
:WololoDE: Condividere il tutto con chi mi segue

Ogni recensione che trovi qui è il risultato di ore di gameplay e note disordinate su carta senza filtri.
Se ti piace quello che leggi... commenta e condividi le tue idee. Perché il confronto è la parte più bella del gaming.

👉 Aggiungimi! Non mord(o) a meno che non sia un Quick Time Event.
Review Showcase
194 Hours played
Intro
Fallout: New Vegas è un FPS-RPG sviluppato da Obsidian Entertainment e pubblicato da Bethesda Softworks nel 2010.

Ambientato nell’universo alternativo post-atomico di Fallout, il titolo riprende l’impianto ibrido ruolistico in prima persona del terzo capitolo per spostarsi verso una direzione molto più narrativa, politica e decisionale. New Vegas non è solo un capitolo spin-off della saga, ma una vera dichiarazione d’amore allo storico franchise: un mondo aperto meno spettacolare, ma più denso di scelte, variabili e conseguenze.
https://steamcommunity.com/sharedfiles/filedetails/?id=3663962427
Analisi
Storia
Narrativa
”Non ho mostrato la mia mano, ho mostrato una carta. Ho dato ai miei nemici un singolo dato provocatorio su cui fissarsi.” Mr. House.

New Vegas prende avvio in modo semplice, quasi minimale. Il protagonista è un corriere, un viaggiatore delle lande radioattive di quello che resta degli Stati Uniti d’America. La sua storia comincia dalla sua fine: un proiettile in testa, una fossa scavata nel deserto, una consegna rubata. Dato per morto. Poi il risveglio. È il momento di rialzarsi. È il momento di riprendersi ciò che è stato tolto, di cercare risposte, forse vendetta. E senza nemmeno accorgersene, di cambiare il destino del Mojave.

Da qui la narrativa si espande progressivamente in base alle missioni accettate e, soprattutto, alle scelte compiute dal giocatore. Anche l’incarico apparentemente più banale può rivelare un intreccio politico e morale complesso, capace di generare conseguenze a lungo termine.

Il Mojave, infatti, non è un semplice scenario post-apocalittico, ma un territorio conteso, fragile e al tempo stesso interdipendente, attraversato da ideologie opposte, poteri in conflitto e visioni del futuro apparentemente incompatibili. Ogni fazione è credibile, coerente, imperfetta. Nessuna viene presentata come la “migliore”, la “giusta” o quella “sbagliata”.

La genialità della narrativa di Fallout: New Vegas sta proprio qui: non indirizza mai il giocatore verso una scelta corretta. Ogni decisione comporta una perdita, ogni vittoria ha un prezzo. Le scelte sono immerse in una zona grigia che rende ogni presa di posizione ponderata, spesso scomoda.

New Vegas non racconta una storia: chiede al giocatore di costruirla, passo dopo passo.

Il ritmo è volutamente lento e riflessivo, e spinge all’esplorazione. Ogni punto d’interesse sulla mappa è un microcosmo narrativo: anche il dettaglio più marginale, come un’email su un terminale, può fornire informazioni preziose su ciò che è accaduto in quel luogo. La trama scorre così tra deviazioni e momenti chiave che non si basano su colpi di scena eclatanti, ma su dialoghi, accordi, tradimenti e prese di posizione. È una scrittura adulta e matura, che rispetta l’intelligenza di chi gioca e affronta temi politici, sociali ed etici ancora oggi incomuni nel panorama videoludico.
Per questi motivi Fallout: New Vegas rappresenta uno dei punti più alti mai raggiunti dalla scrittura narrativa nel medium videoludico. Obsidian ha dimostrato un talento raro nel creare uno spin-off che, sul piano narrativo, riesce persino a superare il franchise principale.
Personaggi e dialoghi
La costruzione narrativa e caratteriale dei personaggi è uno dei maggiori punti di forza del titolo e, escludendo gli NPC generici, ogni personaggio con un nome possiede un’identità forte, un passato definito e una visione del mondo coerente.

I dialoghi sono il vero motore dell’esperienza. Profondi, ramificati e brillanti, permettono approcci diversi alle situazioni: diplomazia, intimidazione, ironia, competenze specifiche. Statistiche e abilità non servono solo al combattimento, ma diventano strumenti narrativi capaci di aprire nuove soluzioni e percorsi alternativi. La scrittura delle conversazioni è eccelsa, raramente banale e sempre funzionale. È difficile trovare dialoghi inutili o riempitivi: l’attenzione posta nella sceneggiatura ripaga ogni singolo minuto di gioco.

I compagni di viaggio sono poi incredibilmente memorabili, scritti con grande cura e mai ridotti a semplici spalle o depositi di equipaggiamento. Giudicano le azioni del player, reagiscono alle sue decisioni e incarnano valori e ideali coerenti con la loro storia. Inoltre, ognuno di loro possiede un arco narrativo che intreccia il mondo di gioco e le scelte del protagonista.
https://steamcommunity.com/sharedfiles/filedetails/?id=3663962920
Gameplay
Come funziona e cosa va alla grande
New Vegas riprende in modo diretto il gameplay di Fallout 3: esplorazione in prima o terza persona, combattimenti in tempo reale con il supporto del V.A.T.S., gestione dell’inventario e progressione ruolistica restano fedeli al capitolo precedente.

Il vero salto di qualità si trova nel lavoro fatto sui numerosissimi perk. Ogni abilità sbloccata introduce bonus e malus, evitando potenziamenti totalmente positivi. Le scelte sono numerose e spesso drastiche, costringendo il giocatore a definire realmente l’identità del proprio personaggio. Questi sistemi si intrecciano in modo profondo con la narrativa: abilità, perk e statistiche influenzano il mondo di gioco, non solo l’efficacia in combattimento.
Difficoltà
Il titolo è ben bilanciato e indirizza il giocatore verso determinate “strade narrative” senza mai imporle. Tutte le aree sono teoricamente accessibili fin dall’inizio, ma l’esplorazione richiede cautela e consapevolezza delle proprie capacità.

Il vero limite emerge però sul piano tecnico. Il gioco è notoriamente afflitto da bug, crash e problemi di stabilità. Alcune missioni possono bloccarsi, script non attivarsi e i salvataggi corrompersi. È un difetto importante, che può compromettere l’esperienza, soprattutto per chi cerca una partita lineare. L’uso di patch e mod correttive è spesso consigliato, anche se alcune finiscono per snaturare l’esperienza originale.
Durata
La campagna principale può superare le 70 ore, ma è solo una frazione di ciò che il gioco ha da offrire. Tra missioni secondarie, percorsi alternativi ed esplorazione libera, la longevità può facilmente triplicare.

I DLC meritano una menzione speciale: Dead Money, Honest Hearts, Old World Blues e Lonesome Road sono ben scritti, coerenti e collegati tra loro. Arricchiscono la narrazione e approfondiscono temi e personaggi, rendendo il loro completamento fortemente consigliato.
Grafica
Già al momento dell’uscita il comparto grafico non rappresentava il punto di forza del titolo con le sue ambientazioni spoglie, animazioni rigide e modelli poco dettagliati. Tuttavia lo stile artistico, il design delle location e l’identità del Mojave compensano in parte questi limiti. Non è un mondo bello da vedere, ma è credibile, coerente e funzionale all’esperienza.
Audio
La colonna sonora è eccellente. Le radio con i suoi brani anni ’50 e le musiche ambientali contribuiscono in modo decisivo all’atmosfera, rendendo il Mojave immediatamente riconoscibile.

Ottimo anche il doppiaggio inglese, con interpretazioni solide e memorabili. Gli effetti sonori svolgono bene il loro compito, pur senza particolari picchi tecnici.
https://steamcommunity.com/sharedfiles/filedetails/?id=3663963290
Conclusione
Fallout: New Vegas è profondo, maturo e coinvolgente. Un titolo che mette la scrittura e la libertà di scelta al centro dell’esperienza e che, ancora oggi, rappresenta uno dei punti di riferimento assoluti del suo genere.
Review Showcase
Intro
Dragon Quest Builders è un action sandbox sviluppato da Omega Force e pubblicato da Square Enix nel 2016.

L’idea su cui si basa questo spin-off è chiara fin da subito: prendere l’universo e la narrativa del franchise e adattarli a un gameplay nuovo, di chiara ispirazione al ben noto Minecraft. Né un sandbox puro, né un JRPG tradizionale, il titolo si presenta come un’esperienza ibrida che unisce costruzione e racconto senza rinunciare alla libertà creativa.
https://steamcommunity.com/sharedfiles/filedetails/?id=3635169714
Analisi
Storia
Narrativa
Se tu mi aiutassi a governare il mondo… potrei donarti metà del mio regno.

La trama di Builders si sviluppa dall’affascinante finale alternativo del primo Dragon Quest: un mondo in cui l’eroe leggendario ha accettato la proposta del Dragonlord, scegliendo di allearsi con il male invece di sconfiggerlo. Il mondo, tradito dal suo paladino, precipita in un’epoca di rovina, dove la creazione e la speranza sono state bandite.

Il protagonista di Builders non è l’eroe della leggenda, ma un costruttore. Un semplice ragazzo che si risveglia a distanza di secoli dall’eroico tradimento. La sua storia si sviluppa in quattro capitoli, ognuno ambientato in una regione diversa, con una propria identità, abitanti specifici, problematiche locali e segreti da scoprire. Il giocatore è chiamato a ricostruire comunità e insediamenti, scoprendo poco alla volta i misteri legati al proprio risveglio e all’evoluzione di un mondo popolato da sopravvissuti senza casa e senza identità.
La struttura è episodica e purtroppo molto rigida. Ogni capitolo è autoconclusivo e, una volta terminato, viene definitivamente chiuso. Non è possibile tornare indietro per continuare a espandere la città o portare avanti missioni secondarie e costruzioni.

Narrativamente il titolo è semplice, lineare e privo di colpi di scena significativi. Il racconto è leggero, spesso ironico, funzionale al gameplay più che alla costruzione di una trama memorabile. Intrattiene, accompagna e contestualizza, ma raramente sorprende. In poche parole una trama tipica da spin off, godibile ma che volutamente non lascia il segno.
Personaggi e dialoghi
Lato molto positivo della storia sono però i personaggi che popolano le varie aree. Nonostante siano volutamente semplici e stereotipati, in pieno stile Dragon Quest, ogni abitante è caratterizzato con cura e possiede una funzione chiara all’interno della comunità: l’inventore, il soldato, l’artigiano, il cuoco, il fabbro e così via. Narrativamente non esiste una loro vera evoluzione né archi complessi. L’obiettivo è rendere il viaggio e il contesto legato alla costruzione piacevole, funzionale e poco invasivo.

I dialoghi con i personaggi secondari sono brevi, diretti e spesso ironici, pensati più per guidare il giocatore che per approfondire caratteri o relazioni. Funzionano come strumento di tutorial mascherato, senza mai diventare invasivi.
https://steamcommunity.com/sharedfiles/filedetails/?id=3635168823
Gameplay
Come funziona e cosa va alla grande
Il gameplay di Dragon Quest Builders si fonda sul concept del sandbox. Il sistema di controllo è semplice, immediato e ben rifinito. Costruire è intuitivo e piacevole: il giocatore raccoglie risorse, realizza edifici, soddisfa le richieste degli abitanti e sblocca progressivamente nuove ricette, progetti, oggetti e funzionalità.

La varietà di blocchi, materiali e oggetti è ampia e fortemente legata al franchise. Le città diventano via via più complesse e vive, restituendo una soddisfazione tangibile legata alla crescita dell’insediamento. Grazie ai blocchi “trasformatori” è inoltre possibile modificare intere strutture in modo massivo, evitando demolizioni e ricostruzioni manuali. Questo rende la costruzione fluida e accessibile anche nelle fasi più avanzate.

La vera peculiarità del titolo sta però nel modo in cui la costruzione influisce direttamente sul mondo di gioco. Gli edifici non sono solo estetici: la disposizione delle stanze, il rispetto dei progetti e la combinazione di arredi sbloccano bonus, abilità passive e nuove routine per gli NPC. Gli abitanti mangiano, dormono, lavorano e utilizzano attivamente ciò che il giocatore costruisce dando vita a città dinamiche.
Difficoltà
I principali limiti del gameplay emergono nella gestione dello spazio edificabile della città. Il giocatore può costruire ovunque e distruggere liberamente i blocchi per il mondo, ma l’area esclusiva destinata all’insediamento è molto limitata. La città diventa progressivamente viva, piena di attività e nuove routine, ma gli abitanti non escono mai dai confini prestabiliti. Con uno spazio così ridotto il giocatore è spesso costretto a costruire in verticale, pianificando ogni edificio con estrema attenzione e finendo per realizzare strutture multipiano che limitano la libertà creativa tipica del genere.

A questo si aggiungono gli assalti nemici: periodicamente i mostri attaccano la base, distruggendo edifici e stanze. Considerando che molte strutture devono rispettare schemi precisi per funzionare correttamente, la distruzione comporta spesso interventi di ricostruzione frustranti e poco gratificanti.

Un ulteriore punto debole è la gestione dell’inventario. Una volta sbloccata la cassa infinita, tutti i materiali raccolti confluiscono in un unico contenitore ordinabile e filtrabile, ma la navigazione tra icone e categorie risulta caotica, poco intuitiva e macchinosa, soprattutto nelle fasi avanzate del gioco.
Durata
La campagna principale richiede circa 35 ore, distribuite in modo abbastanza equilibrato tra i quattro capitoli. Raramente si scivola nella ripetitività, anche se l’impossibilità di tornare agli avamposti completati riduce sensibilmente la rigiocabilità narrativa. Sarebbe stato interessante poter rivisitare le aree precedenti con materiali, progetti e personaggi sbloccati nei capitoli finali.

Nel post-game, le sfide aggiuntive e la modalità libera offrono ulteriore contenuto, ma restano esperienze accessorie, più orientate alla sperimentazione creativa che all’espansione del racconto.
Grafica
Dal punto di vista artistico, Dragon Quest Builders è colorato, luminoso e coerente. I personaggi sono caricaturali e si discostano dallo stile classico della saga per abbracciare un’estetica più morbida e bambinesca, che richiama atmosfere quasi ghibliane.

Le mappe sono ampie e ricche di segreti, anche se la profondità di campo non sempre convince, restituendo talvolta ambienti visivamente piatti e poco profondi. Nel complesso però lo stile visivo è solido, riconoscibile e gioioso, perfettamente in linea con il tono dell’esperienza.
Audio
Il comparto audio è di altissimo livello. Le musiche e i temi iconici del franchise accompagnano costantemente l’avventura, evocando immediatamente nostalgia e familiarità. Ottimo anche il parco sonoro ambientale. È invece assente il doppiaggio:[/] una scelta che può far storcere il naso, ma che resta coerente con lo stile dei primi Dragon Quest e con l’impostazione generale del titolo.
https://steamcommunity.com/sharedfiles/filedetails/?id=3635169234
Conclusione
Dragon Quest Builders è uno spin-off riuscito, divertente, intuitivo e anche sorprendente. Nonostante limiti strutturali evidenti, riesce a proporre un’esperienza originale e solida, capace di conquistare non solo i fan della saga, ma anche chi cerca un titolo creativo colorato e ben confezionato.
Dec 5, 2025 @ 4:18am 
Ciao! grazie dell'amicizia, complimenti per le recensioni :love_seagull:
Oct 22, 2025 @ 3:32am 
Ciao! Grazie di avermi accettato, è un piacere di conoscerti! :happycthulhu:
Jun 20, 2024 @ 9:26am 
Hello Tarzan, Tarzan hello!!!:steamhappy: bel profilo:steamthumbsup:, recensire così è un talento:coolstar2022:
May 23, 2024 @ 12:45am 
+ rep Ottime recensioni
Jul 4, 2023 @ 1:24pm 
+rep best reviewer
Apr 27, 2023 @ 10:12am 
complimenti per le recensioni