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2 people found this review helpful
22.1 hrs on record
Al netto delle sue ingenuità e frustrazioni, Final Fantasy IV è tuttora godibilissimo e merita di essere giocato da tutti i fan di Final Fantasy e dei JRPG in generale:

se l'originale o la pixel remaster dovessero risultare troppo pixellose per i vostri standard, questo remake fa assolutamente al caso vostro.

Se però siete abbastanza digiuni in termini di JRPG, forse è il caso di farsi le ossa con qualche altro titolo più equilibrato.

Recensione completa[www.andreacorinti.com]
Posted November 22, 2025. Last edited November 22, 2025.
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5 people found this review helpful
4.7 hrs on record (1.9 hrs at review time)
Ron Gilbert è una leggenda vivente, il gioco è economico e fieramente AI-free quindi un po' di pregiudizio positivo è inevitabile:

Se amate i roguelike, vi consiglio di valutare un salto in questo coloratissimo Purgatorio digitale.

Se invece il genere ha cominciato a stancarvi, potreste voler aspettare qualche aggiornamento futuro prima di provarlo

Recensione completa[www.andreacorinti.com]
Posted October 28, 2025.
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2 people found this review helpful
56.2 hrs on record (56.0 hrs at review time)
Una delle esperienze videoludiche più belle e intense degli ultimi vent'anni, ma forse di sempre.

Se come me avete una storia videogiochistica plasmata dai JRPG, non potete perdervelo...e in caso contrario potrebbe anche fare da ottimo apripista.

Che altro dire?

Un'opera straordinaria che dona speranza per il futuro dell'intero settore.

Bien joué.

E demain viendra!

Recensione completa[www.andreacorinti.com]
Posted May 26, 2025. Last edited May 26, 2025.
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1 person found this review helpful
91.6 hrs on record
Cosa succede se prendiamo un JRPG con una concezione da PlayStation 1, con le limature e migliorie (il famigerato "quality of life improvement") del mondo ludico contemporaneo?

O ancora:

Cosa succede se prendiamo un Final Fantasy del periodo classico (soprattutto Final Fantasy IX e Final Fantasy Tactics, ma non solo) e lo affidiamo al team di Atlus che ci ha dato la serie Persona?

Come avrete intuito, Metaphor: ReFantazio (ZioFanta, per gli amici) è la risposta a entrambe queste domande.

Il che ci porta a un'inevitabile, banale e cruciale terza domanda:

È bello?

Beh, sì.

Anzi, diciamo pure che è magnifico e che, come Baldur's Gate III ha dimostrato a occidente lo scorso anno, Metaphor dimostra quanto certe dinamiche rodate e classiche da gioco di ruolo funzionino ancora splendidamente nel settore contemporaneo.

Però...eh, di però ce ne sono un po', e rimando qui per un discorso più esaustivo:

Link alla recensione completa[www.andreacorinti.com]

riporto comunque la sintesi conclusiva:

Probabilmente non parliamo della storia più bella e memorabile offerta dal vasto catalogo Atlus, ma di sicuro è uno degli esperimenti più originali e ambiziosi che li ha visti uscire così tanto dalla propria zona di comfort.

Personalmente speravo di trovare qualcosa di più nel rapporto tra i personaggi, ma nel complesso abbiamo senz'altro uno dei migliori JRPG degli ultimi anni, con un good ending (facendo tutto-tutto) straordinariamente appagante.

PS riguardo al gioco su Steam Deck

Ho giocato tutte le mie 90+ ore esclusivamente su Steam Deck senza smanettare particolarmente con le impostazioni: aldilà di qualche minima lentezza nel caricamento o qualche leggero lag a Brilehaven, il gioco ha girato perfettamente liscio ciucciando il giusto di batteria.

Se avete una Deck e vi piacciono i JRPG, per voi è un ottimo investimento!
Posted November 15, 2024. Last edited November 27, 2024.
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18 people found this review helpful
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17.5 hrs on record
Questo gioco mi ha spremuto il cuore.

Sì, messa così sembra l'introduzione di una canzone indie da quattro soldi, ma è la prima cosa che mi andava di scrivere.

Andando in modo più concreto...quante volte ci si ritrova a ragionare sul binomio videogioco - opera d'arte?

Perché il videogame in quanto categoria probabilmente non lo è, ma può anche essere arte e Until Then lo conferma su tutta la linea:

lo stile artistico, la colonna sonora, la regia, la scrittura.

E l'interazione, perché sì, è quella che fa la differenza tra un videogioco e uno splendido prodotto d'animazione o un film.

Until Then ludicamente è piuttosto scarno, anche per lo standard tipico di Visual Novel / Avventure Grafiche, ma tramite i suoi minigiochi, interazioni e dinamiche crea quello strano incantesimo che chiamiamo immersione (a tal proposito, non vedo l'ora di ricominciarlo e cercare di vedere gli altri finali).

Un uso spregiudicato dell'ottimo Godot, un'ambientazione di uso affascinante (le Filippine per via del particolarissimo melting pot culturale sono uno dei luoghi più interessanti del mondo), un respiro che ha molto del Giappone ma al tempo stesso rimanda alle influenze ispanico-cattoliche del paese, e anche per questo forse ci ho visto una narrazione che, oltre all'Asia, mi ha ricordato molto un certo cinema d'autore europeo d'altri tempi.

Diciamo che, se pensate di essere il pubblico adatto per un tipo di avventura di questo genere, per me dovete assolutamente comprarlo senza stare a pensarci troppo.

E poi piangere. E ridere. E ripiangere.

Tre anni di sviluppo per un team composto da appena una decina di persone mi hanno convinto a tenere d'occhio qualsiasi nuovo lavoro verrà fuori da Polychroma Games: Magaling kayo!

Postilla: vorrei fare i miei più sentiti complimenti a chi ha curato la localizzazione in italiano:

- Federico Odorizzi
- Giulia Merlo
- Chiara Di Modica
- Alessandro Mannara

davvero un lavoro di adattamento perfetto e da applausi almeno quanto il gioco!
Posted October 5, 2024. Last edited October 13, 2024.
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12 people found this review helpful
1
136.0 hrs on record (114.6 hrs at review time)
Baldur's Gate III è la grande smentita per chi taccia di fin troppo facilmente di nostalgia alcuni videogiocatori un po' stagionati (ma col cuore sempre giovane):

uno splendido RPG pieno di cura e amore esattamente come i classici di vent'anni fa, unito alle possibilità offerte dalla tecnologia contemporanea.

Insomma, com'è che diceva il Dottor Frankenstein di Wilder?

SI-PUÒ-FARE!


Qualche parola in più, spoiler compresi[www.andreacorinti.com]
Posted February 28, 2024.
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7.9 hrs on record
volevo seguire una strada nobile-dipolmatico-democristiana ma alla fine ho ceduto all'incrocio tra Stalin e Robespierre.

Prima o poi lo rigiocherò per provare altri percorsi, ma per il momento sono soddisfatto con questo finale e mi sento di consigliarlo agli appassionati del genere.

Ammetto che in forse mi è mancato un po' l'aspetto aleatorio dei classici libri game, però

1) ambientazione costruita in modo splendido

2) ci si affeziona un sacco ai personaggi (Octavia, Sophia, El Borne e tutta la famiglia Brante)

Una storia che mi ha un po' riportato a Final Fantasy Tactics e che in effetti, avesse avuto l'aspetto aleatorio di cui sopra, probabilmente non avrebbe potuto essere così avvincente
Posted January 25, 2024.
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9 people found this review helpful
123.4 hrs on record (20.6 hrs at review time)
Non so bene che dire, salvo che a non consigliarlo mi sentirei un Poe Ratcho

è una droga straordinaria, sulla carta un giochino passatempo ma sorprendentemente profondo e raffinato nella sua essenzialità.

Probabilmente il videogame italiano di più grande successo nella storia della nostra piccola industria, e sono assurdamente felice come questa cosa si percepisca: lo humor del bestiario mi dà quella stessa sensazione di casa che nell'ambito delle Serie TV ho con Boris, e direi che è il complimento più alto che potrei fare a questa dipendenza travestita da gioco
Posted October 27, 2022.
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1
13.2 hrs on record (1.4 hrs at review time)
Personalmente, lo stile di Rex Crowle non mi aveva affatto convinto dai trailer (soprattutto per le animazioni) e questo non significa che io pretendessi pixel art o gusto retrò, ma magari un ritorno di Steve Purcell un pochino sì.

Però devo dire che giocando, la mia diffidenza si è esaurita abbastanza presto: vedere Melee Island risentendo il meraviglioso theme di Michael Land mi ha scaldato il cuore e fatto sentire subito dentro Monkey Island: è stato come ritornare in un luogo dove hai passato le vacanze da bambino, ritrovando tanti vecchi amici.

Aggiornerò la recensione man mano che proseguirò con il gioco, ma per ora l'impressione è più che positiva: la scrittura di Ron Gilbert è sempre meravigliosa e il gameplay è comodo ed essenziale, perfettamente funzionale per un'avventura grafica moderna

AGGIORNAMENTO:

Bene, finito.

L'ho amato tutto, con un po' di riserve sul finale (che non mi ha deluso e un po' mi aspettavo, e ritengo in sintesi giusto), qui la recensione completa: https://www.andreacorinti.com/posts/ita/return-to-monkey-island-recensione/
Posted September 19, 2022. Last edited September 23, 2022.
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24 people found this review helpful
5
29.3 hrs on record (3.0 hrs at review time)
Straordinario e sorprendentemente "nuovo" nella sua essenzialità.

Coincidenza volle che io abbia appena finito di leggere Il Monaco di Lewis (è un libro bellissimo che porta egregiamente i suoi più di 200 anni, consigliato a tutti i fan del gotico) perciò mi sono ritrovato con un passe-partout privilegiato per entrare in questo nuovo, splendido figlio di Sam Barlow.

Ma cos'è Immortality? Un videogioco, un film, entrambe le cose? Mi imbarazza un po' citarmi, ma ho appena scritto un saggio dove evidenzio un'ovvietà forse troppo sottovalutata:

Originally posted by Giochi Troppo!:
quando diciamo videogame è come se stessimo ragionando genericamente di “cibo”, considerando allo stesso tempo un insieme che in realtà include elementi tra loro differenti come melanzane, tofu o tiramisù. Analogamente, quando parliamo dell’insieme "videogioco" possiamo intendere opere d’arte, e-sport, semplici passatempi ma anche veri e propri giochi d’azzardo.

Direi senza dubbio che Immortality rientra ampiamente nella categoria delle opere d'arte, un esempio di potente crossmedialità che sfrutta alla grande recitazione, sceneggiatura, fotografia e partecipazione del giocatore.

Lo spettro di Kubrick è lì che ci guarda sornione, mentre attraversiamo vent'anni di cinema con una resa portentosa di fotografia, trucco e parrucco dei rispettivi decenni mostrati.

Lo so: in molti a leggermi penserete "ma quante pippe..." (non intendendo la meravigliosa Manon Gage eh) e avete assolutamente ragione, però se non avete un minimo di delirio ad aleggiare nel vostro cranio dubito che questo gioco possa fare per voi.

E ci sta tutto:

se siete fan di Barlow, potete comprarlo a scatola chiusa. Altrimenti forse una capatina su Her Story e Silent Hill: Shattered Memories (che è tutt'altra pasta, ma ha la sua mano dietro) potrebbe aiutarvi a prendere le dovute misure prima dell'acquisto.

Di sicuro lo consiglio a chiunque sia interessato alla sperimentazione narrativa e alla crescita creativa del medium videogioco, dove il "gameplay" è un discorso di link e composizione di puzzle, e l'esperienza in generale è forse più vicina al cinematografico che al videoludico.

Detto ciò, aguzzate bene le orecchie (magistrale uso degli effetti sonori) e state attenti perché in diversi casi può sembrare di avere le traveggole.

PS: Questa è l'impressione delle prime ore, ovviamente mi riservo il diritto di aggiornare questa recensione più avanti (se mi scordo qui la trovate pure qua: https://www.andreacorinti.com/posts/ita/immortality-recensione-videogioco/ )

AGGIORNAMENTO:

Sono arrivato a quello che immagino sia uno dei possibili finali, sono sconvolto e posso dire che è la prima volta che mi sono spaventato in un videogioco (ci era andato vicino giusto Silent Hill 2 in qualche scena, ma qui siamo decisamente oltre)

Una volta tanto credo che diventerò un completista: ci ho speso 10 ore in un giorno e mezzo e questo già dice tantissimo, mi divertirò un sacco a sviscerarlo.

Mi sento di ribadire che non è un gioco per tutti i palati, che non capire esattamente quello che si deve fare e come farlo è parte integrante dell'esperienza, quindi se non si è in quell'ottica difficilmente lo si potrà apprezzare a dovere.

In ogni modo, un gioco fatto da Dio. O dal Diavolo, a voi la sentenza.

PS: Se avete finito il gioco (o siete lì lì per farlo) ho scritto una piccola guida e l'interpretazione che mi sono fatto della trama: https://www.andreacorinti.com/posts/ita/immortality-spiegazione/
Posted August 31, 2022. Last edited September 5, 2022.
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