VinzSirio
sirio89   Italy
 
 
Conosciuto nel web anche come sirio89, appassionato di Saint Seiya ed Hunter X Hunter, recensore e youtuber in pensione, ma ancora e sempre un videogiocatore.
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THE LITTLE ACRE

Videorecensione in italiano

Per parlare di un’avventura come The Little Acre e di quanto giochi come questo siano così importanti al giorno d’oggi, credo sia doveroso fare una piccola premessa che riguarda tutto il mondo delle avventure grafiche.

L’avventura grafica è uno di quei generi di intrattenimento videoludico che nel corso degli anni ha vissuto alti e bassi, momenti di grande successo, ma anche periodi di crisi, per via di una concorrenza sempre maggiore e agguerrita. Per adeguarsi ai gusti di un nuovo pubblico, l’abbiamo vista mutare nel tempo, ad esempio con la nascita di un vero e proprio nuovo genere, il “film interattivo” (come le avventure di Quantic Dream e Telltale, per citare due degli sviluppatori di maggior influenza), ma non solo. Per avvicinarsi anche ai nuovi sistemi (ndr: le console), le avventure grafiche nel tempo hanno via via abbandonato la formula che ha reso il genere così di successo in passato, ossia il sistema punta e clicca con telecamere fisse su fondali in 2d, realizzati spesso con fatica e amore tutti a mano, a favore di motori grafici 3d e inglobando anche elementi provenienti da altri generi, fino ad avvicinarsi sempre più al mondo degli action adventure (per fare alcuni esempi tra i più famosi, le serie di The Longest Journey e di Syberia, ma anche quella di Broken Sword).

Le avventure grafiche pure, quelle giocate con il mouse, disegnate a mano, con una storia affascinante, spesso divertente, ma anche malinconica, sono diventate un genere sempre più di nicchia, ricercato dai nostalgici, da chi non esige per forza l’immediatezza o la frenesia tipica di altri mezzi di intrattenimento, ma da chi vuole vivere una storia, ingegnarsi nel risolvere misteri ed enigmi e perdersi nella bellezza artistica di un titolo. È in questo contesto così complesso che si va ad inserire The Little Acre.

Uscito nel dicembre 2016, sviluppato da Pewter Games e distribuito da Curve Digital, The Little Acre è un’avventura grafica punta e clicca in 2d, disegnata e animata completamente a mano, frame per frame. Nato come progetto intrapreso per un master, The Little Acre ha vissuto una genesi a più riprese, che ha poi portato i suoi ideatori a svilupparlo nella formula finale che conosciamo. Durante il suo sviluppo, ha attirato l’attenzione di molti fan delle avventure grafiche e anche quella di una personalità di spicco di questo mondo, Charles Cecil, conosciuto principalmente per la serie di Broken Sword, che ha deciso di unirsi al progetto e dare il suo contributo come produttore esecutivo.

Il gioco è ambientato in Irlanda nel corso degli anni ’50. Aidan e sua figlia Lily vivono con il loro cane Dougal in una casa rurale, ai margini della città. Il padre di Aidan, l’eccentrico inventore Arthur, è scomparso da settimane mentre era al lavoro sulla sua ultima scoperta. Un giorno come tanti, Aidan scoprirà l’ultima invenzione di suo padre e si ritroverà a viaggiare in un mondo alternativo, Clonfira, alla ricerca di Arthur.

La storia ha però una seconda protagonista, la piccola Lily, intraprendente e spericolata, che si metterà a sua volta alla ricerca di Aidan, finendo anche lei nel mondo di Clonfira. Il gioco alterna quindi sezioni in cui avremo il controllo di Aidan a quelle in cui utilizzeremo la piccola Lily. Nel corso dell’avventura incontreremo un certo numero di personaggi secondari, tutti ben costruiti e con una loro dimensione, ma a fare da padrone saranno senza dubbio i buffi animali con cui Lily e Aidan stringeranno amicizia: grazie alle animazioni e alle espressioni dei volti, paragonabili a quelle del grande Don Bluth, sarà impossibile non provare simpatia per tutti i personaggi del gioco. Da questo punto di vista, l’aspetto grafico e la realizzazione a mano d’altri tempi sono senza dubbio i punti di forza del titolo, tanto che non sarà difficile accostarlo ai grandi classici che hanno fatto la storia dell’animazione. In una intervista, il co-fondatore di Pewter Games, Christopher Conlan, ha sottolineato che questa cura per il dettaglio grafico sarà il segno distintivo di tutte le produzioni future della software house, che tornerà presto con un nuovo titolo, anche se non sarà necessariamente un’avventura grafica. A corredare l’eccellente comparto grafico, vi è anche un sonoro a tema e un doppiaggio inglese curato e soddisfacente (il personaggio che più si fa amare in questo senso è il bislacco Merr).

Il gameplay di The Little Acre ricalca dunque quello delle avventure grafiche più classiche, fatto di oggetti da raccogliere e piccoli enigmi da risolvere per proseguire. Rispetto ad altri esponenti del genere, però, The Little Acre scorre liscio e generalmente sarà impossibile bloccarsi davvero, non solo perché il gioco ci pone di fronte ad un sistema ad aree, in cui l’ambiente (e quindi la risoluzione dell’enigma) saranno confinati quasi sempre ad una singola schermata, ma anche per una intuitività di fondo degli enigmi stessi. La semplicità di questi ultimi, comunque, non coincide per forza con una mancanza di profondità del titolo, anzi proprio lo scorrere lineare del titolo, senza eccessivi punti morti, ci permette di apprezzarne meglio la storia e lo avvicina ancor di più all’esperienza di un lungometraggio animato.

A farne le spese in questo senso è la longevità del titolo, che durante la prima run non supererà comunque le 2 o 3 ore, a seconda della vostra dimestichezza con gli enigmi. Nelle run successive sarà addirittura possibile completarlo in meno di un’ora (con tanto di trofeo annesso). The Little Acre è infatti uscito come una sorta di esperimento, come una prima, brillantissima prova di una nuova casa di sviluppo formata da non più di una decina di persone, che si sono trovate a scegliere come investire le proprie energie e il proprio tempo. Ecco quindi che i piani iniziali di allargare il mondo di gioco sono stati ridimensionati, la storia di Clonfira e dei suoi abitanti è stata messa sullo sfondo, i personaggi secondari sono stati ridotti di numero, a favore di una maggiore caratterizzazione di quelli principali. Questo non è necessariamente un difetto però: come già detto, questa scelta rende The Little Acre ancora più vicino ad un’esperienza a metà tra un videogioco ed un film d’animazione.

Se visto nell’ottica di un amante delle avventure grafiche vecchio stile, The Litte Acre risulta un piccolo faro di speranza per la crescita ed il ritorno in auge di un genere via via ingiustamente dimenticato. Gli sviluppatori non escludono che The Little Acre possa essere il primo tassello di una nuova saga e di tornare in futuro a visitare quel piccolo angolo d’Irlanda e quel vasto e magico mondo chiamato Clonfira.

Voto: 8,5/10
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