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65.0 hrs on record
Lego Worlds è un sandbox in tutto e per tutto della TT. Purtroppo (o per fortuna) non è un MMO, ma un gioco singleplayer, con possibilità di giocare con un amico ad esempio tramite uno schermo condiviso ma condividendo anche i propri pianeti e scoperte.
Quindi la premessa è fondamentale: Lego World non è un MMO.
L'altra premessa è che Lego Worlds è un sandbox.
Non è un caso che la TT abbia rilasciato nello stesso periodo Lego Worlds e Lego Undercover: chi è alla ricerca del classico Lego per PC, con una modalità storia e una limitata modalità "gioco libero", si può buttare su Undercover, mentre chi è alla ricerca di un mondo completamente sandbox e privo di trama... benvenuti su Lego Worlds.

Magistralmente doppiato nella voce narrante in italiano, con un buon audio (limitato ai suoni d'ambiente), Lego Worlds mette a disposizione dei personaggi ripetitive missioni, inutili combattimenti, scene d'azione assenti ed esplorazione basilare, per concentrarsi al 100% sulla costruzione. Che è ciò che conta.
Una serie di comandi all'inizio un po' ostici ma che velocemente si imparano a padroneggiare, si potrà atterrare sui vari pianeti e cominciare a disfarli e rifarli ponendo come unico limite la fantasia - e la pazienza - del giocatore.
D'obbligo un controller, io ho utilizzato quello dell'X-Box e funziona perfettamente.
Grazie ai numerosi tasti e ai due joypad è possibile gestire piuttosto facilmente i menu dove si selezionano mattoncini/oggetti e poi posizionarli dove si vuole nella mappa.
A disposizione del giocatore ci sono numerose "armi", ad esempio una per posizionare i mattoncini/oggetti, una per colorarli, una per clonare le ambientazioni già presenti o appena costruite, una per scavare o riempire i terreni eccetera.
Le missioni sono tante e ripetitive, non solo: una volta fatte, dopo circa 15-20 minuti, si resettano e si potranno nuovamente rifare. Grazie ai soldi guadagnati si potranno sbloccare nuovi oggetti o raggiungere nuovi pianeti con nuove ambientazioni.

La trama è assente, si è semplicemente un lego astronauta catapultato su un pianeta e che necessita di mattoncini d'oro per sbloccare nuovi pezzi e viaggiare verso nuovi pianeti. Dopo un aggiornamento della TT, questo pezzo si può in pratica saltare e partire subito dalla modalità sandbox pura, dove solo la fantasia sarà da limite a ciò che si potrà fare.

Certo, niente supera il costruire un Lego con i mattoncini veri e certo, dispiace che ciò che si realizza nel gioco non sia in pratica visibile da nessuno. Tuttavia la soddisfazione e il relax che dà l'esplorare e il ri-disegnare i pianeti è impagabile per chi ama i sandbox alla Minecraft, e questo Lego è l'apoteosi della costruzione.

Aggiungo anche che è un gioco adatto ai bambini, indicativamente dai 6 anni in su. Soprattutto loro potranno apprezzare la vastità di opportunità che il gioco ha da offrire in ambito di interazione con l'ambiente, e sarà uno spasso vedere i differenti approcci a Lego Worlds e ai suoi pianeti a seconda della persona che ci mette mano.

In sintesi, Lego Worlds piacerà a tutti gli amanti dei sandbox puri singleplayer, mentre gli amanti dei Lego che però non digeriscono i sandbox conviene si orientino su Undercover e gli altri titoli classici della TT.
Posted July 4.
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37.6 hrs on record
Rispetto al primo Killing Floor, uscito prima come mod di Unreal Tournament 2004 e poi come retail nel 2009, i passi avanti sono incredibili.
In Killing Floor 2 le meccaniche di gioco rimangono pressoché identiche, ma tutto il resto viene migliorato, fino a perdere completamente le sue reminiscenze come mod di UT2004 e sembrare in tutto e per tutto un tripla A.

Stiamo parlando di un FPS cooperativo survival ambientato in un futuro dove creature Zed hanno messo a ferro e fuoco il pianeta. Fino a 6 giocatori potranno affrontare un numero predefinito di ondate nemiche - più il boss finale - ambientate in svariate mappe.

Procedendo per gradi, il gioco è completamente privo di trama: bisogna scegliere una tra la decina di mappe a disposizione - aggiornate con molta calma da Tripwire ma il workshop permette una scelta più vasta - diverse tra loro, abbastanza labirintiche e prive di punti di appostamento, rendendo quindi impossibile "camperare" gli zed.

Ci sono una decina di classi tra cui scegliere, ben differenziate e con punti a favore e sfavore per ognuna di esse soprattutto quando utilizzano le armi di classe, ovvero specifiche armi che hanno bonus se utilizzate da una specifica classe. Ad esempio il demolitore con il lanciagranate fa danni da capogiro ma soffre i corpo a corpo o gli zed che corrono a zig-zag. L'incendiario causa notevoli danni corpo a corpo ma il suo contributo con i nemici distanti è assente. L'opposto vale per il cecchino, e via dicendo.
Utilizzando le classi nelle varie partite si guadagnano punti esperienza che sbloccano alcuni miglioramenti di classe con alberi di abilità estremamente semplificati ma efficaci.

Le armi si resettano ad ogni nuova partita. In pratica alla prima ondata si hanno armi basilari per la classe scelta, poi al termine di ogni ondata, con i soldi guadagnati dall'uccisione degli zed, si va in un centro di vendita ad acquistare armi migliori o a comprare punti-armatura o persino cambiare classe. Sia le munizioni che i soldi sono pochi, soprattutto ai livelli più alti o con mappe da tante ondate, quindi bisogna sprecarne il meno possibile, per evitare di rimanere senza munizioni o con armi basilari anche nelle ondate più difficili.

L'ultima ondata è quella del boss: in Killing Floor 2 ce ne sono soltanto due: un patriarca dalle dimensioni esagerate, che spara mitragliate o missili e, quando ha poca vita, scappa via per recuperarla. L'altro è uno scienziato mutato che lancia granate velenose o esplosive, ogni tanto crea uno scudo e assorbe la vita dagli altri personaggi.
Si sente la mancanza di ulteriori boss.

Tecnicamente KF2 è un deciso passo avanti. L'atmosfera è cupa per quanto satura di colori, i dettagli degli zed e dell'ambientazione sono molto curati, i suoni sono incisivi e spaventosi quanto basta. La voce narrante con accento francese è un po' una schifezza ma la si ignora facilmente. Il gioco ha l'audio in inglese e l'interfaccia in italiano.
Male, malissimo il matchmaking: i server ufficiali sono pochissimi e spesso pieni, mentre i server ufficiali "fai-da-te" hanno ovviamente il problema di avere un ping alto o incostante. Naturalmente bisogna scegliere con attenzione i server moddati.

Sintetizzando, Killing Floor 2 è un deciso passo avanti rispetto al primo capitolo - KF1 si può a questo punto tranquillamente ignorare - che migliora sotto ogni aspetto. La longevità resta il punto debole del gioco che va preso per quel che è, ovvero più un casual game che un gioco da affrontare "in esclusiva". Preso come passatempo è molto bello e si merita ampiamente il pollice su.
Posted June 30.
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4.8 hrs on record
E' un gioco da pochi euro, vale un pochino più di quel che costa.
Zombie Driver HD merita un pollice su per essere un gioco diverso dagli altri, decisamente orientato al casual gaming, con una longevità così così, un modello guida ostico e una difficoltà a volte un po' frustrante.

Veniamo a noi: Zombie Driver HD è un gioco di guida arcade a visuale dall'alto. La trama è piuttosto immediata: degli esseri simili a zombie hanno messo a ferro e fuoco le città e ucciso la maggior parte dei suoi abitanti. I militari sono impegnati nel cercare di contenere la contaminazione e di salvare quanti più civili possibili.

La trama è abbozzata e fa da contorno alle missioni, in cui con un'auto a scelta tra la decina disponibile (aumentano nel proseguio delle missioni) si deve andare in giro per la propria zona cercando di uccidere zombie, raccattare civili, sconfiggere particolari "boss" o liberare le zone per renderle sicure.

Il modello di guida è un po' macchinoso, perché è adatto solo ai joypad, risultando quasi inaffrontabile giocato con la tastiera. Inoltre per alcune missioni bisogna fare millemila manovre con la macchina per andare a spazzare via gli zombie intorno a sé, risultando quindi al limite del frustrante, dato che i punti vita non sono molti e di cure in giro ce ne sono poche.
Alcune armi come mitragliatrici, lanciamissili o lanciafiamme si possono raccogliere in giro per la città e risultano indipensabili per completare molte missioni, dovendo quindi ricordarsi di andarle a prendere di tanto in tanto.
Con i soldi guadagnati dalle missioni sarà possibile migliorare alcuni aspetti dell'auto come la resistenza, la velocità o la capacità di investire gli zombie senza rallentare. Però attenzione: alcune auto hanno molti posti a sedere e altre meno, quindi vanno valutate attentamente a seconda di quante persone vanno salvate (ogni sopravvissuto occupa un posto a sedere).

La voce narrante è grottesca e recita da cane, non che importi, in ZD HD il divertimento è andare a manetta per la città spiattellando zombie ovunque. Purtroppo però manca un GPS, quindi andare nei punti richiesti dalle missioni significa andare continuamente a vedere la mappa per capire dove diavolo andare, dato che le frecce che indicano gli obiettivi ti farebbero andare a sbattere contro ogni singolo isolato.

Sintetizzando, Zombie Driver HD è un gioco-sfogo dopo una giornata di scuola o di lavoro snervante, semplice da padroneggiare anche se un po' macchinoso e dalla difficoltà un po' troppo elevata in certi frangenti e quindi col rischio che diventi frustrante.
Sembra più un gioco per smartphone che per PC, un casual game da fare di tanto in tanto, non tutto il giorno-tutti i giorni, altrimenti la longevità vola a zero.
Tuttavia vale la pena, in saldo non costa quasi niente e regala qualche ora di divertimento.
Posted June 29.
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24.1 hrs on record
Il primo Grid fu un autentico capolavoro. Dalla grafica allo stile di guida divertente e immediato, con una modalità carriera abbastanza progressiva e coinvolgente.
Poi è arrivato Grid 2, il disastro. Identico al primo Grid ma con meno auto e una modalità carriera realizzata malamente. L'unico difetto del primo Grid, ovvero la quantità di circuiti non abbastanza vasta, è stato ignorato.
Ho pubblicato anche una recensione dettagliata con i motivi per cui ritengo Grid 2 da ignorare e, piuttosto, da preferirne il primo.

Adesso è il turno di Grid Autosport, che in sostanza è identico a Grid 2 con un parco auto finalmente tornato ai fasti del primo capitolo. Tuttavia il resto è rimasto invariato: modalità carriera fatta coi piedi, con campionati sempre uguali a se stessi e sempre negli stessi circuiti. Dopo poche ore di gioco si è in pratica già visto tutto e il seguito non è altro che campionati sempre più lunghi, appena un po' più difficili dei precedenti e via ad andare.

In sostanza alla Codemaster non hanno una persona che si occupa della modalità carriera. E' come se i programmatori tirassero dei dadi per decidere la sequenza di gare da fare, e fine lì, i giochi sono fatti.
Non ci sono auto da comprare, non c'è una progressione nei campionati, non ci sono compagni di squadra da far crescere insieme a te.
Le modalità di gioco prevedono gare in un senso del circuito e poi nell'altro, e alcuni circuiti sono poi una replica di quelli visti nel 2, come se Grid 2 fosse una cosa da ricordare.

Tecnicamente siamo al top, come sempre: grafica sublime, effetti sonori niente male, mentre purtroppo la voce-guida è piatta, ripetitiva, odiosa, inutile e altri aggettivi che probabilmente Steam mi censurerebbe.

Insomma, Grid Autosport è ancora lontano dai fasti del primo capitolo, per quanto già meglio del secondo.
Ma non è abbastanza.
E' bello? Sì. Il feeling di guida è coinvolgente? Sì. I circuiti sono ben realizzati? Sì. Ma se il primo Grid costa meno, su questo seguito non vale la pena metterci neanche un euro in più.

Aspettiamo il prossimo, peccato.
Posted June 29.
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6.0 hrs on record
Guardate attentamente gli screenshot, guardate un po' di gameplay su YouTube e pensateci molto, molto, molto se acquistare o meno Serious Sam HD. Perché l'unico reale aggiornamento del gioco è stato quello di renderlo giocabile con i PC odierni.
Niente grafica all'ultimo grido, c'è stato sì un intervento di miglioramento nei poligonie nelle texture ma il risultato finale resta fissato al 2000 o poco più.
Allora ecco, il pollice su fa riferimento esclusivamente a questo: Serious Sam HD non è altro che "Serious Sam compatibile".
Pertanto benvenuti in un FPS di vecchio, vecchissimo stampo, alla Doom (il primo, eh), dove la trama è un vago abbozzo e dove si percorre una strada facendosi largo tra un numero quasi infinito di nemici a colpi quasi infiniti di proiettili.
Ciò che in SSHD funziona è il fatto che ancora oggi il suo prendersi in giro funziona, l'assurdità dei nemici è un segno distintivo che rimane impresso anche a gioco finito, con quelle dannate urla dei kamikaze che risuonano nel sonno.

La campagna singleplayer ha quindi completamente fatto il suo tempo, la sezione multiplayer è completamente deserta. Conviene giocarlo in cooperativa, anche se è palese che il gioco non sia stato proprio concepito per tale modalità, dato che se si imposta una difficoltà troppo semplice, il gioco lo si completa in 3-4 ore, mentre se si imposta una modalità anche solo un po' più difficile, si muore come mosche.

Eppure a SSHD gli metto un pollice su, anche se nel 2017 - anno in cui scrivo questa recensione - non lo meriterebbe neanche col cannocchiale. Gli metto un pollice su perché è Serious Sam, perché per quanto sia distante anni luce dalle quanto meno basilari aspettative minime che si possano avere per un FPS, è talmente assurdo, basilare, "fragga-fragga", brutto, ridicolo e breve, che in saldo ad un prezzo sotto il paio d'euro può persino convenire acquistarlo e provarlo.

Poi con uno o più amici posso persino arrischiarmi nel dire che può valerne la pena.
Posted February 18.
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3.6 hrs on record
E' vero, ci vorrebbe un terzo pulsante: oltre al pollice su e a quello verso, bisognerebbe aggiungerne uno che punta a metà con a fianco scritto "meh".
Back to the Future: The Game è in effetti un gioco così così, che piacerà da morire agli amanti della serie e che purtroppo risulterà piuttosto noioso per quasi tutti gli altri.

BttF non è né un adventure "vecchio stile" né uno di quelli a cui TellTale ci ha abituato. Non ha enigmi complessi, né le possibilità d'azione, né le scelte che cambiano - in parte - la trama, non ha dialoghi a tempo e nemmeno la combinazione degli oggetti che hanno gli adventure classici. Ma non ha nemmeno quel coinvolgimento tipico che si è imparato a conoscere negli adventure successivi, come in The Walking Dead.
Pertanto ci si ritrova di fronte ad un gioco che da un lato offre enigmi la maggior parte delle volte semplici se non fin troppo banali, mentre dall'altra i numerosissimi dialoghi fanno scattare altrettanto numerosissimi sbadigli.
Certo, le scene di intermezzo sono il tipico marchio TellTale, e l'intera avventura è come un lungo film che sostanzialmente rappresenza il quarto capitolo della serie.
Tuttavia a volte una pur bella trama e degli ottimi intermezzi non bastano se la parte giocata è la maggior parte del tempo noiosa.

Poi i pregi ci sono tutti e risaltano: al solito le espressioni dei personaggi sono fantastiche, nonostante la grafica sia decisamente sorpassata. Il doppiaggio di tutti i personaggi è magistrale e il cameo di MJF nell'ultimo capitolo è una piacevole sorpresa. E' possibile utilizzare i sottotitoli in italiano grazie ad una semplice copia di file che si trovano facilmente su Internet, ma l'inglese utilizzato è comunque molto comprensibile.

La durata del gioco si attesta in una ventina d'ore in tutto, a seconda della velocità con cui si risolvono alcuni enigmi e la voglia di farsi lunghissime chiacchierate con i personaggi.
Questi ultimi risultano molto ben caratterizzati - con i protagonisti che naturalmente sono una spanna sopra a tutti - e alla fine del gioco, per quanto non esista neanche lontanamente la voglia di rifarlo da capo né ora né mai, resta comunque una bella sensazione che è il motivo per cui ho scelto di mettere un pollice su.

In sintesi, questo è un tipico gioco il cui piacere nel giocarlo sarà direttamente proporzionale all'amore per i film. Ad esempio se sei un vero fan di Ritorno al Futuro, questo adventure è imperdibile e risulterà praticamente privo di difetti. Se invece non sopporti Michael J. Fox o la trama scientificamente assurda della serie, stanne alla larga. Se invece hai visto o conosci i film e sei un appassionato di adventure, o un fan delle produzioni TellTale allora... meh.
Posted December 22, 2016.
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16.9 hrs on record
FPS puro e semplice, ma con una trama coinvolgente fin dal primo istante e una qualità grafica sbalorditiva.
Questo è Wolfenstein: The New Order, ambientato in un "passato distopico" in cui - senza spoilerare nulla - il nazismo ha fatto della tecnologia e della robotica i suoi cavalli - vincenti - di battaglia.

E' praticamente impossibile riuscire a trovare dei difetti ad un gioco che è adatto a chiunque ami gli FPS: ha una trama che riesce a tenerti incollato al gioco, una difficoltà scalabile in grado di intrattenere qualunque tipo di giocatore senza mai essere frustrante, una grafica di ottimo livello in grado di girare a dettagli altissimi anche in PC di fascia media.
Ho giocato a TNO in inglese sottotitolato, con un doppiaggio ottimo e piuttosto semplice da capire anche per chi ha una conoscenza scolastica. Gli effetti audio sono ottimi e le musiche rock & metal di accompagnamento donano al gioco un'atmosfera tetra, disperata e rabbiosa insieme.
Per il resto è un FPS classico: ci sono armi che spaziano dalle pistole ai mitra, dai fucili ai coltelli fino ad armi laser e, naturalmente, granate e lanciamissili. In giro si possono trovare anche armature e medikit, in un gioco dove i punti vita contano e la corazza spesso è l'unica fonte di tranquillità.

Tranne in rari casi, dove l'assalto ad armi spianate è praticamente un obbligo, il gioco permette la scelta tra il classico spara-spara e un approccio stealth. Con coltelli o il silenziatore sarà possibile riuscire a ripulire un'intera area senza mai farsi notare, anche a chi non è avvezzo ai giochi stealth, risultando una modalità divertente da portare avanti sapendo che comunque, se si viene scoperti, non tutto è perduto. A questo si aggiunge l'IA dei nemici, piuttosto basilare ma con chicche interessanti che è possibile sfruttare per coglierli di sorpresa - ad esempio è possibile distrarli e radunarli in un punto per poi sfruttare dei corridoi per prenderli tutti insieme alle spalle.
I salvataggi procedono a checkpoint, che sono in realtà molto frequenti e quindi non causano frustrazione in caso di morti frequenti.
Il gioco è lineare, ma di tanto in tanto sarà possibile percorrere percorsi alternativi, così da evitare gli scontri più duri o affrontarli partendo da un letale attacco alle spalle.
Interessante anche notare come nel corso del gioco sia possibile raccogliere oggetti di vario genere - coppe d'oro, codici "enigma", lettere, ecc. - per completare svariati achievement. Solitamente sono stratagemmi sfruttati molto per compensare trame non eccelse o momenti morti del gioco: in TNO si è così tanto presi dalla trama e dagli obiettivi principali, che spesso si potrebbero lasciare per strada e ricordarsi di raccoglierli solo quando ormai si è già al livello successivo.

Le animazioni di intermezzo sono frequenti e accompagnano le sessioni di gioco senza spezzare la tensione. E' un gioco che PEGI vieta ai minori per la violenza costante, le frequenti scene splatter e un paio di brevi e "censurate" scene di sesso, tenetene da conto nel caso abbiate spettatori minorenni alle spalle.
La scenografia è incredibile, spaziando da roccaforti in pietra a bunker sotterranei, da palazzi cittadini a sommergibili e via discorrendo - solito "no spoiler" - con il risultato che non si fa praticamente mai in tempo a stufarsi di un'ambientazione che si è già proiettati nella successiva.

In sintesi, Wolfenstein: The New Order è un tripla A meraviglioso. Un FPS che consiglio a tutti, un esempio di come dovrebbero essere i giochi d'azione. Consigliatissimo, anche non in saldo, per quanto ormai lo si trovi con frequenza a prezzi talmente bassi da non rendergli nemmeno giustizia.
Posted December 8, 2016.
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9.6 hrs on record
Bisogna prendere il gioco per quello che è, ovvero una sorta di breve spin-off di Sniper Elite. Il fatto di leggere "trilogy" non lo rende un gioco tre volte più lungo del normale, ma semplicemente un gioco dalla longevità "standard" rispetto a giochi simili.

Ma di che gioco stiamo parlando? Definito "tattico-stealth", in realtà Zombie Army è un banale sparatutto action in terza persona con frequenti momenti in cui bisognerà andare di cecchinaggio nell'uccisione dei nemici.
Ambientato in un territorio del mondo invaso da orde di nazisti-zombie - capirete che non ho molta voglia di entrare nei dettagli in una trama del genere - bisognerà farsi largo tra città in fiamme, grotte con scenografie mistiche, fabbriche di zombie nel tentativo di sconfiggere i "boss" di fine livello e passare allo schema successivo.

Il tutto con richieste grafiche dell'altro mondo, dato che il motore del gioco è di una pesantezza inenarrabile e sistemi di fascia bassa dovranno abituarsi a giocarlo ad una risoluzione infame con dettagli al minimo, sapendo che nei momenti più concitati i frame scenderanno sotto la soglia dell'umana comprensione.
Il sistema di salvataggio è inesistente, in pratica ciascun capitolo è lungo circa 30-45 minuti e se si muore si rinasce nel checkpoint più vicino. Ma se si crea una nuova partita il capitolo va rifatto da capo, ed è una gran palla soprattutto se la volta precedente si era arrivati al boss finale ed è quindi necessario rifare tutto da capo.
Il sonoro è appena discreto, studiato per trasmettere orrore e angoscia ma che spesso causa più stress e fastidio che reale paura. Insomma non c'è un vero coinvolgimento e anche l'IA dei nemici non fa nulla per destare un qualche interesse, con la difficoltà resa tale dalla quantità delle ondate dei nemici piuttosto che dalla loro bravura nel confrontarsi con te.

Dopo tutto questo, perché allora consiglio questo gioco? Perché giocarci in cooperativa è incredibilmente divertente. Avere degli amici (meglio 2 o 3) con cui giocare a Zombie Army rende il gioco un passatempo intrigante e competitivo, sorpattutto per via di una difficoltà incostante del gioco che a volte rende impegnativi schemi fino a poco prima estremamente banali. In cooperativa bisogna quindi riuscire a coprire zone diverse, aiutarsi nei momenti di concitazione, essere bravi a confrontarsi e intervenire nei momenti opportuni.
Ecco, in questa modalità Zombie Army diventa davvero un gioco tattico, dove il cecchinaggio e lo spara-spara assumono un significato degno di questo nome.

Per cui, riassumendo: se ci giocate da soli non compratelo, statene alla larga. Ma in cooperativa è uno spasso, un action in terza persona con numerosi momenti di sfida impegnativa. Tenetene da conto quindi se siete indecisi sull'acquisto.
Posted November 13, 2016.
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144.8 hrs on record
Payday 2 è un FPS atipico, in cui impersoni un ladro in numerosi furti con ambientazioni e obiettivi molto diversi tra loro.
Non c'è una trama, non c'è linearità, non c'è una vera progressione (poi ci arrivo).
Si entra in gioco e si è immediatamente di fronte al caos, a mille missioni con difficoltà diverse che appaiono in una mappa puramente estetica, con un inventario, abilità e opzioni distribuiti in mille click su click, albero dentro all'albero, con menù tipicamente da console e quindi ancora più assurdi da riuscire a interpretare.

Ogni missione richiede (non obbligatoriamente) la presenza di 4 giocatori, sostituiti da bot in caso di assenza. Giocare da soli è sconsigliato, per quanto i bot siano piuttosto bravi, perché spesso servono coordinazione e l'aiuto di qualcuno che possa coprire, distrarre o aiutare nei momenti più complicati.
Entrati in missione, una voce guida suggerirà dove andare, cosa rubare, chi interrogare, cosa distruggere e via discorrendo, a seconda della missione. Con i propri compagni di gioco si dovranno compiere quindi una serie di obiettivi cercando in certi casi di fare quanto più silenzio possibile per limitare al massimo gli scontri a fuoco, mentre in altri casi l'assalto ad armi spianate sarà l'unica opzione disponibile.

Contro di noi si schiererà in gran forze la polizia, con un sistema di "spawn" che va ad ondate: a momenti di calma o di presenza molto scarna di forze dell'ordine, si alterneranno vere e proprie ondate di polizia - "assalti" - da semplici agenti a forze speciali dell'FBI, a seconda di quanto si è avanti con la missione e della difficoltà selezionata.
L'IA dei bot che ti accompagnano come detto non è male: per quanto non ti aiutino direttamente nel trasportare oggetti o interagire con porte e pulsanti, offrono comunque una buona copertura e soprattutto non raccolgono le munizioni da terra.
L'IA della polizia invece è molto scarsa e fa leva più sulla quantità che sulla qualità. Il problema per il giocatore sarà riuscire a far fuori tutta la selva di agenti che si pareranno davanti, più che sullo studiare i loro movimenti.

Il completamento delle missioni darà punti esperienza, fondamentali per sviluppare gli alberi di abilità. Sarà possibile avere bonus per lo stealth, utilizzare oggetti aggiuntivi come torrette, seghe circolari, medikit, sacche di munizioni, fascette per gli ostaggi, oppure migliorare la propria armatura, segnalare nemici, correre più velocemente e via discorrendo. Le abilità sono numerose, sono intercambiabili e si possono creare vari profili in cui passare velocemente da una modalità 100%-spara-spara ad una stealth.

Le missioni come detto sono tante e di varia natura, certo è che bisogna acquistare i DLC con gli heist aggiuntivi per goderne appieno, altrimenti in breve tempo diventano ripetitive. Si va dalla "banale" rapina in gioielleria all'assalto ai furgoni portavalori, dall'assalto in banca alla distruzione di centri commerciali, e poi si sale con missioni più lunghe e complesse tipo l'assalto a casinò, rifugi nucleari, treni in corsa o capre che fungono da corrieri della droga.

La grafica è di ottima qualità, l'audio è in inglese con sottotitoli spesso in italiano. Il gioco risulta molto scalabile ma con sistemi non recenti bisogna abbassare anche la risoluzione per ottenere una buona fluidità.

Come detto in precedenza Payday 2 è un gioco molto difficile. Manca una difficoltà "facile" per le missioni e riuscire a completarne alcune è veramente un'impresa se non si ha un gruppo esperto e affiatato di fianco. All'inizio risulta quindi molto frustrante e, una volta che si è saliti di livello e le abilità e le armi selezionate iniziano a rendere le missioni più "tranquille", c'è il rischio che le missioni stesse inizino a stufare.
Il lavoro degli sviluppatori è però lodevole, rilasciando missioni nuove con una buona frequenza e riuscendo quindi a prolungare di molto la longevità del gioco.
Fondamentale giocarci se si hanno degli amici con almeno il gioco base, Payday 2 è un FPS che consiglio caldamente, ottimo anche per i casual gamer ma prendendo atto che all'inizio bisognerà superare uno scoglio non da poco.
Posted November 13, 2016. Last edited November 27.
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28.9 hrs on record
Il "caos" è la parola predominante in Just Cause 2, ma per quanto ci siano elementi di caos nel gioco e lo stesso caos vada accuratamente procurato per raggiungere determinati obiettivi del gioco, Just Cause 2 è molto più di questo.
Stiamo parlando di un open world con free roaming: per ambientazione, missioni, storia principale e altre minuzie è molto simile a Far Cry 3 (ma uscito 2 anni prima).
Tuttavia ha alcune differenze di base che gli donano unicità e che lo portano ad essere un gran gioco.

Innanzi tutto la trama principale del gioco, per quanto plasmi, introduca e dia un senso all'ambientazione e al motivo per cui il protagonista è lì, sembra quasi che per i programmatori del gioco realizzarla sia stato un fastidio, un obbligo richiesto da qualcuno per creare un minimo di linearità che, nei fatti, è inesistente. Le missioni principali sono sette - sul serio, sette. E ciascuna di esse la si completa in 10-30 minuti a seconda di quante volte si riparte da un checkpoint.

Il resto del gioco è esplorazione, distruzione e combattimento.

L'esplorazione del "mondo" di Just Cause 2 è il classico free roaming nell'enorme arcipelago di Panau con vari mezzi di trasporto. Mezzi a due e tre ruote, auto di ogni tipo, furgoni, autobus, camion, carri armati e anche mezzi volanti come elicotteri, biplani, aerei di linea. Ovviamente ci si può muovere anche a piedi, aiutati da un rampino che ti accompagna per tutta la durata del gioco e, con un'estensione che supera i 100 metri, si aggancia a praticamente qualunque oggetto permettendo di muoversi rapidamente in ogni direzione.
La guida dei mezzi terrestri è intuitiva ma spesso si ha la sensazione che la strada sia ricoperta di sapone, inoltre il raggio di sterzata dei veicoli è immenso rendendo complicato effettuare manovre brusche con il controllo del mezzo.
I veicoli aerei invece si dividono in due grandi categorie: gli elicotteri, facili da governare, duttili, veloci, indispensabili per generare caos (lo vedremo dopo). Dall'altra tutti gli altri aerei, governabili esclusivamente con un pad e comunque fino ad un certo punto, estremamente sensibili e poco intuitivi. Sfido chiunque a riuscire a far atterrare un aereo senza prima aver passato ore a far prove.

L'arcipelago di Panau, oltre ad essere immenso, è anche molto popolato e ricco di città, villaggi e avamposti militari. Nel corso delle esplorazioni e missioni si andranno piano piano a scoprire una moltitudine di queste costruzioni, con la possibilità di distruggere alcune specifiche installazioni governative (depositi di carburante, statue raffiguranti il presidente, cisterne d'acqua, piccoli trabiccoli che tramite altoparlanti diffondono la voce del regìme, ecc.) generando di conseguenza il "caos". Creando tanto caos, e guadagnando di conseguenza molti punti caos, si andranno a sbloccare nuove roccaforti da conquistare, nuove armi al mercato nero, nuove missioni secondarie e, di tanto in tanto, una missione principale.
Questo in sostanza significa che non è possibile fare le sette missioni principali, cui accennavo sopra, una dopo l'altra e finire il gioco in 2-3 ore. Per poter proseguire con la trama bisogna generare caos, ovvero completare la distruzione di quante più installazioni governative possibili, che vanno cercate esplorando e, naturalmente combattendo.

Combattere è la terza cosa da fare in Just Cause 2, e si combatte in continuazione. Quando si fanno le missioni, quando si distruggono le installazioni governative, quando si esplora guidando con un po' troppa veemenza (ovvero sempre).
Il combattimento è divertente, persino il rampino è comodo per strappare via dalle loro postazioni cecchini e mitraglieri. Mirare è semplice e intuitivo, i nemici sono tanti, appaiono ovunque ma per contro non sono mai infiniti e di tanto in tanto c'è tempo per respirare.

Oltre alle missioni principali ci sono anche una moltitudine di missioni secondarie, fornite dalle tre organizzazioni criminali di Panau: Roaches, Reapers e Ular Boys. Sono tre organizzazioni in competizione tra loro, anche se i loro intrecci sono esclusivamente di trama e nel gioco non vengono mai coinvolte tra di loro. Il giocatore può decidere autonomamente quali missioni fare, senza alcun ordine preciso, tenendo conto che dovrà comunque soddisfare le necessità di tutte e tre le fazioni per avere abbastanza punti caos da sbloccare ulteriori missioni e roccaforti.
Le roccaforti (stronghold) da conquistare permettono alle varie fazioni di aumentare la loro influenza su Panau (solo sulla carta, ripeto). Sono delle missioni sostanzialmente tutte uguali, dove va conquistato un avamposto sconfiggendo i militari che lo stanno occupando (la cui IA è piuttosto basilare ma comunque non statica), aiutando e difendendo il tecnico che si occuperà di riprogrammare le difese militari dell'avamposto stesso.
Per finire ci sono molte gare che coinvolgono i più disparati veicoli, con tre livelli di difficoltà e che in cambio danno soldi e punti per comprare e migliorare dal mercato nero armi, armature e veicoli da usare all'occorrenza.

Sul lato tecnico la grafica, soprattutto quella dei personaggi, sente i segni del tempo (il gioco è del 2010) ma è comunque ottimamente realizzata, dettagliata al massimo nelle ambientazioni e ben curata. Il campo di visuale è eccellente in un gioco per il quale è un elemento importantissimo. L'audio - il gioco l'ho fatto in inglese con i sottotitoli - è incredibilmente d'impatto, con esplosioni ottimamente realizzate e rumori d'ambiente, spari e veicoli ben riprodotti. Il doppiaggio è ai minimi termini a causa dei pochi dialoghi, ma gli accenti sono molto forti e interessanti da ascoltare.

In conclusione Just Cause 2 è un open world free roaming convincente, equilibrato, ben fatto. Tecnicamente ancora oggi ottimo, ricchissimo di cose da fare tra missioni secondarie, gare e mera esplorazione. Completare la trama principale, esplorare le zone lungo il tragitto delle missioni e passando un po' di tempo a conquistare qualche avamposto/villaggio, mi ha portato via molte ore che alla fine erano meno del 30% dell'offerta di JC2. Bisogna quindi dedicarci del tempo, anche se i combattimenti e le distruzioni alla lunga diventano un po' noiosi, e l'elicottero diventi sostanzialmente il mezzo per spostare e distruggere principale in tutto il gioco. Consigliatissimo, spesso è in saldo e vale la pena al 100%.
Posted June 18, 2016. Last edited June 21, 2016.
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